JOAO POZZOBON

Pozzobon

Il 12 dicembre del 1904 in un paese chiamato Ribeirao, in Brasile, nacque Joao Luiz Pozzobon, da una famiglia di origine italiana, all’età di 23 anni si sposò ed ebbe 2 figli, sua moglie morì dopo pochi anni e lui si risposò ed ebbe altri 5 figli, nel frattempo si era trasferito a Santa Maria, dove aprì un piccolo negozio di generi alimentari.

 

Il 20 marzo del 1945 due sorelle di Maria di Schoenstatt si stabilirono a Santa Maria, nel 1947 iniziò la costruzione del Santuario e Il giorno 11 aprile 1948 venne Benedetto. Proprio da questo Santuario il 10 settembre del 1950 gli venne affidata, da una delle suore, un Immagine della Madre tre Volte Ammirabile di Schoenstatt, con le parole: “che vada in pellegrinaggio di casa in casa!”

 

Da allora Joao comincia il suo pellegrinaggio verso le famiglie, e questo è il primo passo dell’immagine di Maria, che esce dal suo Santuario e si mette in cammino.

Joao Pozzobon sentì quel 10 settembre, che Dio gli affidava una missione. Dopo, col tempo, si renderà conto di quale enorme conseguenza avrebbe portato alla sua vita. In quel momento egli percepì che c’era qualcosa, qualcosa che gli era stato affidato.

 

La Madonna sa quello che fa: sa scegliere i suoi strumenti!  Ella comprese che quello era l’uomo di cui aveva bisogno per cominciare il suo pellegrinaggio.

All’inizio della Campagna della Madonna Pellegrina, Joao riceve il mandato di portare la Santissima Vergine alle famiglie, per  risvegliare la  fede che molte volte è assopita. Entrando  nelle case con l’immagine di Maria, Joao  con grande gioia, s’accorgeva subito, di come improvvisamente la Madonna realizzava il suo progetto, cioè quello di compiere straordinarie  opere di conversione.  Egli era solamente, come lui stesso si definiva “l’asinello di Maria”, era Lei ad agire.   

Via via che Joao camminava per quelle colline di Santa Maria, il contatto con la Vergine gli andava plasmando l’anima e poiché era un uomo generoso, Dio poteva lavorare con facilità in lui.

 

Joao si sentiva profondamente unito al Fondatore di Schoenstatt, e sapeva che la sua opera sarebbe diventata grande nella misura in cui avrebbe condiviso con lui il suo destino, (perché l’opera di Joao è profondamente ed intensamente unita all’opera di P. Kentenich e ne è il frutto.) Aiuta, perciò, il suo padre spirituale a portare la croce, e non solo la croce dell’esilio, bensì anche il peso di una missione tanto grande: “che Maria sia conosciuta in questo secolo, che sia rispettata, amata, e che si consideri come una grande fautrice dalla Nuova evangelizzazione, poiché è impossibile realizzare la nuova Chiesa senza la profonda e reale presenza della Santissima Vergine.” Joao sentiva profondamente tutto questo e perciò si sentiva tanto vicino a P. Kentenich.

 

Man mano che la Campagna cresceva, egli comunicava col vescovo e tutti gli anni gli mandava una relazione di quello che aveva fatto. La Campagna non era qualcosa al di fuori dalla Chiesa, bensì egli cercava sempre di rimanere in contatto con la Chiesa ufficiale, col sacerdote, col vescovo, che informava sullo svolgimento della sua missione.

 

Il 19 ottobre 1952 Joao si consacrava al servizio della Campagna, senza voti, né giuramenti, di sua spontanea volontà, con la possibilità di poterla abbandonare in qualsiasi momento. “Ero solo un piccolo strumento, un piccolo bambino che Lei conduceva dove voleva. Io sarei andato ovunque Lei avesse voluto portarmi, anche se fossi stato malato”.

 

Col passare del tempo Maria, per mezzo del suo fedele strumento, volle visitare non solo le famiglie, ma anche le scuole per avvicinarsi ai ragazzi e ai giovani. Di anno in anno aumentava il numero di scuole visitate dalla Madonna Pellegrina, inoltre visitava le carceri e gli ospedali, “…queste visite sono commoventi: andare di aula in aula, o di cella in cella con la Madre e Regina benedicendo, pregando, veramente emoziona. Quanto sono contente le famiglie durante gli incontri! Recito un Rosario, leggo e commento un paragrafo della Bibbia, e distribuisco le novene di P. Kentenich! Ciò che più commuove durante queste visite – egli confessa – è l’opera ammirabile della Madre di Dio,  con la sua presenza, infatti, tutte le porte si aprono, siano poveri o ricchi, colti o ignoranti; si aprono le porte delle scuole, degli ospedali e delle carceri”.

 

Il 1º febbraio del 1959 comincia la visita mensile delle Piccole Madonne Pellegrine alle famiglie. Si organizzano gruppi di 30 famiglie. Diventando così, una vera e propria campagna di evangelizzazione.

      Il 6 febbraio 1972 sul Sagrato del Santuario Tabor, Joao riceve la missione canonica, ossia è ordinato ministro dell’Eucaristia, lo stesso anno, il 30 dicembre è ordinato dal suo Vescovo, diacono della Chiesa nella Cappella della Nostra Signora delle Grazie.  Nell’occasione scrive le sue impressioni: “…L’ ordinazione è stata come lo sbocciare di un fiore, una gran gioia che ho trasmesso a tutti gli amici. Mi sono sentito completamente compenetrato dallo Spirito della Chiesa. Mi sono sentito unito come in un solo cuore. È stato come un vero Cenacolo, assieme a Maria. L’ora dello Spirito Santo…”

 

Il 25 luglio del 1979 partecipa ad una udienza col Santo Padre Giovanni Paolo II, portando con se la Madonna Pellegrina, al passare il Santo Padre sostò qualche minuto davanti all’immagine e la benedisse con profondo raccoglimento.

 

In 35 anni Pozzobon ha percorso 140.000 Km con la Madonna Pellegrina sempre sulle spalle. L’immagine che trasportava pesava 11 Kg, ma non ha dovuto sopportare solo la fatica, ma anche tante incomprensioni, rifiuti, lotte e umiliazioni, ma ha sempre affrontato tutto questo con la certezza che la sua era una Missione affidatagli da Maria, e proprio per questo era disposto ad accettare e offrire tutto. Alla fine la sua perseveranza ha dato frutti che nessuno poteva immaginare: sono centinaia di migliaia le immagini della Madonna Pellegrina di Schoenstatt che mensilmente visitano famiglie, carceri, ospedali, scuole in tutto il mondo, e diversi milioni di famiglie che la accolgono nelle loro case, a dimostrazione che Joao era solo uno strumento, una semplice matita nelle mani di un grande scrittore: DIO.

Nell’alba del 27 giugno 1985, mentre si stava recando al Santuario  per partecipare come ogni giorno alla Santa Messa, JOAO viene investito da un camion, portato in ospedale, dopo aver ricevuto l’estrema unzione spira, in comunione con Maria, raggiunge la pace del Paradiso, a 81 anni.

“Il chicco di grano cade in terra e muore, scompare, non per essere infecondo bensì per dare frutto…” Attualmente è in corso la sua causa di beatificazione.

 

Tra le altre cose, nel suo Testamento scrive: “Sacerdoti, religiosi, genitori e figli, professori e studenti, diaconi e ministri e care madri, è una sacra missione non impedire quello che è scritto nel disegno di Dio – la vita -, affinché non si debba rendere conto per un tremendo delitto. Nessuno è dispensato dalla missione cristiana. Insieme vogliamo salvare la famiglia, è un camminare di pace, come figli di Dio. La vita di sacrificio e di rinunce per amore sono un sorriso per il Cielo. Abbiamo raccolto la rivelazione che si è manifestata dalla fonte di grazia, dal Santuario: la Grande Campagna della Madonna Pellegrina, una preghiera mariana che ha aperto tante porte e migliaia di cuori. Il Rosario, bellissima preghiera di Maria, con la ricchezza dei santi misteri, è l’arma con la quale nemmeno le porte di ferro hanno potuto resistere”.

 

Biografia tratta da: “Eroe oggi” di P. Esteban Uriburu

e da “Il segreto di Joao Pozzobon” di P. Juan José Riva.

 

 

 

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